Chi era Piersanti Mattarella

Di Sara Furceri
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Piersanti Mattarella, nato a Castellamare del Golfo il 24 maggio 1935, fratello dell’attuale Presidente della Repubblica Sergio  Mattarella, è stato un politico italiano , assassinato dalla mafia mentre era Presidente della Regione Siciliana.

Studiò a Roma e successivamente si dedicò alla politica militando nella Democrazia Cristiana e avvicinandosi alla corrente politica di Aldo Moro. Fra i suoi ispiratori ci fu Giorgio La Pira.

Il suo impegno politico fu caratterizzato da una dura opposizione al potere mafioso.

Il suo assassinio maturò quale conseguenza della netta posizione che assunse, sollecitato da Pio La Torre, alla Conferenza regionale dell’agricoltura, nei confronti dell’allora assessore.

Infatti La Torre denunciò l’assessorato all’agricoltura come centro della corruzione in ambito regionale, indicando lo stesso Giuseppe Aleppo, allora assessore,  come personaggio colluso.

Mattarella rimarcò la necessità di gestire in modo corretto e legale i contributi agricoli regionali, allora punto sensibile anche nei piani del governo per lo sviluppo del Mezzogiorno.

Le dichiarazioni di Pio La Torre e Piersanti Mattarella attirarono l’attenzione di mafie e poteri criminali.

E difatti Il 6 gennaio del 1980, a Palermo,  in Via della Libertà, mentre Piersanti Mattarella era appena entrato in auto insieme alla sua famiglia, un killer si avvicinò al suo finestrino e lo uccise a colpi di pistola.

Inizialmente fu considerato un attentato terroristico, poiché subito dopo il delitto arrivarono rivendicazioni da parte di un sedicente gruppo neo-fascista.

La sua morte portò nel fratello una forte necessità di giustizia, che sicuramente caratterizzerà il mandato di Sergio Mattarella.

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Il Presidente Mattarella visita le Fosse Ardeatine

di Francesca Spadaro e Chiara Buzzone

Il giorno della sua elezione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato presso le Fosse Ardeatine dove è rimasto in raccoglimento in ricordo alle vittime del nazismo.

Successivamente ha rilasciato la seguente dichiarazione : “ L’alleanza tra nazioni e popolo seppe battere l’odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso. La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore.”

Un messaggio chiaro contro le minacce dell’Isis, contro la rinascita di movimenti politici di destra che rievocano gli estremisti che meno di un secolo fa divennero linfa per la nascita del nazismo in Germania e del fascismo in Italia. Un gesto forte, inatteso ma apprezzato.

Ma perchè le Fosse Ardeatine hanno un valore simbolico così importante?

Il 24 Marzo 1944 le truppe di occupazione tedesche guidati da H. Kappler,  radunarono 335 civili italiani 335 fra detenuti politici (civili e militari), ebrei o semplici sospetti (scelti assieme al questore fascista P. Caruso) nelle grotte artificiali alla periferia di Roma, sulla via Ardeatina come rappresaglia per l’attentato partigiano compiuto da membri dei GAP romani contro truppe germaniche in transito in via Rasella.

Le Fosse Ardeatine  vennero scelte per eseguire la rappresaglia in segreto e per occultare i cadaveri delle vittime.

Il massacro avvenne a 23 ore dall’attentato e fu reso noto solo a esecuzione avvenuta. Qualche giorno dopo il massacro, che riguardò un numero di vittime maggiore rispetto a quello che l’ordine originario aveva prescritto, fecero saltare con la dinamite le volte della galleria per ostruire l’accesso alla cava.

Per la sua efferatezza, l’alto numero di vittime e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, esso divenne l’evento-simbolo della durezza dell’occupazione tedesca di Roma.

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Il Presidente e i giovani

di Alessandra Conti

Nel suo discorso di insediamento il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato dei problemi economici, ma ha rivolto una particolare attenzione ai problemi economici dei giovani. Ha detto infatti che la crisi ha colpito molto il nostro tessuto sociale e deve essere impegno di tutti superare le difficoltà e ritornare a dare speranze agli italiani. Nelle famiglie si annida l’angoscia per le difficoltà che sottraggono il futuro ai ragazzi e ragazze, il lavoro manca per tanti giovani e soprattutto nel Mezzogiorno. “Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito” è una frase che mi colpisce perché ognuno di noi ha delle aspirazioni nella propria vita e purtroppo, a causa del periodo negativo che l’Italia sta attraversando, non abbiamo molti mezzi per poterle realizzare. Infine ha espresso la sua felicità nel vedere che in Parlamento ci sono volti giovani e che questi stessi giovani portano in aula le speranze e le attese dei propri coetanei. Rappresentano la voglia di cambiare! Proprio a loro chiede di dare un contributo positivo al nostro essere davvero una comunità nazionale.