Il Presidente Mattarella visita le Fosse Ardeatine

di Francesca Spadaro e Chiara Buzzone

Il giorno della sua elezione il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato presso le Fosse Ardeatine dove è rimasto in raccoglimento in ricordo alle vittime del nazismo.

Successivamente ha rilasciato la seguente dichiarazione : “ L’alleanza tra nazioni e popolo seppe battere l’odio nazista, razzista, antisemita e totalitario di cui questo luogo è simbolo doloroso. La stessa unità in Europa e nel mondo saprà battere chi vuole trascinarci in una nuova stagione di terrore.”

Un messaggio chiaro contro le minacce dell’Isis, contro la rinascita di movimenti politici di destra che rievocano gli estremisti che meno di un secolo fa divennero linfa per la nascita del nazismo in Germania e del fascismo in Italia. Un gesto forte, inatteso ma apprezzato.

Ma perchè le Fosse Ardeatine hanno un valore simbolico così importante?

Il 24 Marzo 1944 le truppe di occupazione tedesche guidati da H. Kappler,  radunarono 335 civili italiani 335 fra detenuti politici (civili e militari), ebrei o semplici sospetti (scelti assieme al questore fascista P. Caruso) nelle grotte artificiali alla periferia di Roma, sulla via Ardeatina come rappresaglia per l’attentato partigiano compiuto da membri dei GAP romani contro truppe germaniche in transito in via Rasella.

Le Fosse Ardeatine  vennero scelte per eseguire la rappresaglia in segreto e per occultare i cadaveri delle vittime.

Il massacro avvenne a 23 ore dall’attentato e fu reso noto solo a esecuzione avvenuta. Qualche giorno dopo il massacro, che riguardò un numero di vittime maggiore rispetto a quello che l’ordine originario aveva prescritto, fecero saltare con la dinamite le volte della galleria per ostruire l’accesso alla cava.

Per la sua efferatezza, l’alto numero di vittime e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, esso divenne l’evento-simbolo della durezza dell’occupazione tedesca di Roma.

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